
COMUNITÀ ENERGETICHE: PER RIPARARSI DALLA FRAMMENTAZIONE CI VUOLE UN “OMBRELLO”
Dalla torinese COESA un modello virtuoso per accelerare la transizione energetica in Italia
Fotografie HR - Free downloadUna Comunità Energetica concepita come un ombrello, sotto al quale unire produttori, consumatori e prosumer di energia verde in tutta Italia, superare la frammentazione territoriale e dare nuovo slancio a un modello organizzativo che potrebbe rivelarsi fondamentale per spingere l’acceleratore della transizione energetica nel Paese.
L’idea è dell’ESCo torinese COESA, che ha lanciato Wecer, una Comunità Energetica Rinnovabile strutturata come una cooperativa sociale.
Il progetto ha anticipato, di fatto, le successive mosse del GSE. Il Gestore dei Servizi Energetici, autorizzando la nascita di realtà nazionali, sta infatti cercando di promuovere una logica di concentrazione per ottimizzare le risorse e superare il limite delle piccole comunità energetiche, spesso schiacciate dagli oneri di gestione.
"Con Wecer abbiamo voluto creare una struttura cooperativa capace di estendere i benefici della condivisione energetica oltre i confini locali. Un sistema solido, pensato per offrire alle imprese e alle comunità un accesso semplificato all’energia rinnovabile e agli incentivi, garantendo allo stesso tempo una governance trasparente e una maggiore efficienza operativa", spiega Federico Sandrone, AD e cofondatore di COESA.
L’approccio centralizzato di Wecer consente di aggregare diverse configurazioni di autoconsumo e semplificare la gestione dei flussi energetici, creando un'architettura scalabile e replicabile. Un modello virtuoso che abbatte i costi burocratici e amministrativi, nonché le spese di coordinamento e gestione, ottimizzando così l’utilizzo degli incentivi. Un cambio di paradigma fondamentale, che per i membri della CER si traduce in una gestione più professionale della comunità, che genera valore e garantisce maggior accesso alle energie green.
Nei primi mesi COESA ha raccolto impegni per formare 19 nuove configurazioni, di cui 18 in Piemonte e 1 in Veneto, per una potenza complessiva di 5,1 MWp. Sufficienti a coprire il fabbisogno energetico annuale di almeno 2.000 famiglie. Sono inoltre allo studio altri 62 progetti, per una potenza che supera i 26 megawatt di picco (MWp).
Come funziona Wecer
I consumatori che vogliono aderire alla comunità energetica Wecer non pagano nessun costo di adesione, mentre i produttori finanziano l’impianto fotovoltaico e sostengono alcune spese richieste dal GSE. Coesa - oltre a curare in toto la realizzazione dei nuovi sistemi a energia green - facilita l'accesso agli incentivi, come il contributo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e l'incentivo sull’energia condivisa. Un aspetto importante è che i consumatori possono entrare a far parte della comunità senza dover cambiare il proprio fornitore di energia elettrica, semplificando l’adesione e garantendo continuità nelle forniture.
I produttori possono beneficiare di un contributo del 40% sulla realizzazione dell’impianto se situati in comuni con meno di 5.000 abitanti. Inoltre, sia produttori che consumatori ricevono un incentivo annuale grazie alla Tariffa Premio (TIP) applicata all'energia condivisa, favorendo il risparmio in bolletta e incentivando l’utilizzo di energia rinnovabile. COESA si occupa di tutte le pratiche amministrative, inclusa la registrazione gratuita del POD sul sito del GSE, un passaggio essenziale per entrare nella comunità energetica senza oneri burocratici per i partecipanti.
Verso l’elettrificazione dei consumi
Le prospettive di sviluppo delle comunità energetiche intercettano il tema, strategico, dell'elettrificazione dei consumi. Un passaggio fondamentale per la transizione energetica verso fonti rinnovabili. Solo in Italia, considerando i trasporti, la climatizzazione degli edifici e la produzione industriale, alcune stime prevedono che la quota dei consumi energetici forniti dall’elettricità possa salire dalla media del 17% del 2015 al 46% del 2050. Sono i dati del rapporto Electrify Italy, pubblicato dalla Fondazione Enel in collaborazione con l’Energy Center del Politecnico di Torino e il Massachusetts Institute of Technology. Su questo fronte l’adeguamento delle infrastrutture elettriche per supportare l'aumento della domanda resta una delle sfide più significative.
“Facilitare l’accesso all’energia condivisa attraverso soluzioni scalabili come Wecer significa rendere più sostenibile il sistema Paese, ma anche accompagnare in modo concreto la progressiva elettrificazione di edifici, imprese e trasporti, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili e ottimizzando l’uso delle rinnovabili" spiega Federico Sandrone.
COESA
Fondata a Torino nel 2012, Coesa è una ESCo (Energy Service Company) che semplifica la transizione ecologica di imprese, pubblica amministrazione e famiglie. L’azienda opera come General Contractor per l’efficientamento energetico, con una gamma di servizi che spaziano dalla consulenza iniziale (audit energetici e pratiche per l’ottenimento di fondi) alla realizzazione e manutenzione a lungo termine degli impianti fotovoltaici. Gli esperti Coesa – oggi una quarantina, con una capillare rete commerciale in tutta Italia - accompagnano energy manager e amministratori anche nell'individuazione di incentivi fiscali, ecobonus, Conto Termico e progetti europei particolarmente vantaggiosi. Se il fotovoltaico industriale e le installazioni su larga scala rappresentano la principale specializzazione di Coesa, l'orizzonte futuro dell'azienda si concentra sull'automazione e su progetti innovativi di riutilizzo e riciclo dei componenti.

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