Dati 2025: 13,7 milioni di italiani ogni mese usano AI (+76%). I top 20 editori perdono il 14% di pagine viste. L'Ufficio Stampa e i social strategist cambiano mappa.

L'intelligenza artificiale non è più un fenomeno emergente, è strutturale. Secondo i dati di Sensemakers.it — osservatorio italiano sul digitale — gli strumenti di AI nel 2025 hanno raggiunto in media 13,7 milioni di italiani al mese, con punte di 15-16 milioni nel quarto trimestre. Il che indica un trend che giá a fine del primo trimestre 2026 sfiora il 90%. Tra i giovani tra i 18 e i 24 anni, uno su due usa l'AI, con un tempo medio di 91 minuti mensili.
Questi numeri riguardano da vicino chi come noi fa comunicazione, SEO e digital PR.
Il paradosso è chiaro: l'AI si nutre dei contenuti prodotti dagli editori, ma li erode.
I top 20 editori italiani hanno registrato nel 2025 un calo medio del -6% di visitatori unici. Le pagine viste a dicembre sono scese del -14% anno su anno. Il traffico organico da ricerca si riduce perché le risposte arrivano direttamente dai motori, senza click.
Negli Stati Uniti Google mostra l'AI Overview in quasi 1 ricerca su 3.
Da molti anni la nostra strategia di Ufficio Stampa include - non a caso - i social network gestiti da noi come rete di Media aziendali, non auto-riferiti ma informativi. Ed ecco che con l'AI questa strategia diventa ancora più cruciale: sono infatti i social oggi l'unico modo per raggiungere audience che i siti proprietari non intercettano.
I dati sulla Social Incremental Reach parlano chiaro: il settore radio raggiunge sui social un pubblico oltre 20 volte più grande di quello del proprio sito. Per il segmento news, la reach incrementale via social è +59%. Per il food, +45%.
C'è un altro dato da non sottovalutare: gli accessi ai retailer tramite ChatGPT sono cresciuti del +799% in un anno. Quasi nove volte. Il SEO si sta evolvendo in GEO — Generative Engine Optimization: essere citati dalle AI è diventato cruciale quanto essere indicizzati da Google.
Per chi fa comunicazione d'impresa, il 2026 richiede una revisione del funnel. Non basta più produrre contenuti ottimizzati per i motori di ricerca tradizionali. Serve una strategia che contempli la distribuzione social come prioritá, non come ripiego, e che inizi a lavorare sulla citabilitá da parte dei sistemi AI. Due obiettivi diversi, una sola strategia integrata. Ed è qui che gli human contents — contenuti autentici, autorevoli, firmati — fanno la differenza: le AI citano fonti affidabili, non testi generici.
Fonte: Sensemakers.it — Internet 2025: i trend del digitale italiano

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